Imposta di bollo su conti e depositi: come funziona e come ottimizzarla

L’imposta di bollo è un tributo che si applica ai prodotti finanziari, compresi conti correnti e conti deposito. Conoscerne il funzionamento permette di ottimizzare la propria situazione fiscale in modo del tutto legittimo.

Imposta di bollo sui conti correnti

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Per i conti correnti delle persone fisiche, l’imposta di bollo è pari a 34,20 euro annui. Si applica se la giacenza media annua supera i 5.000 euro. Se la giacenza media è inferiore, il bollo non è dovuto.

Per le persone giuridiche (aziende, società), l’imposta è invece di 100 euro annui, senza soglia di esenzione.

Imposta di bollo sui conti deposito

Per i conti deposito e altri prodotti finanziari, l’imposta di bollo è proporzionale: 0,2% annuo sul valore del deposito. Non esiste una soglia di esenzione. L’imposta viene applicata sulla giacenza al momento della rendicontazione.

Come viene addebitata

L’imposta viene addebitata dalla banca al momento dell’invio dell’estratto conto, generalmente con cadenza trimestrale o annuale. Il momento dell’addebito dipende dalla periodicità della rendicontazione prevista dal contratto.

Strategie di ottimizzazione

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Mantenere la giacenza media del conto corrente sotto i 5.000 euro: se hai liquidità superiore, valuta di spostarla su strumenti che offrono rendimenti (conto deposito, titoli di Stato). In questo modo pagherai lo 0,2% ma su somme che fruttano.

Per chi ha più conti: la soglia dei 5.000 euro si calcola per singolo conto, non sulla somma di tutti i conti. Tuttavia, distribuire la liquidità su più conti solo per evitare il bollo spesso non conviene, considerando i costi di gestione.

Titoli di Stato e buoni postali: sono esenti dall’imposta di bollo proporzionale dello 0,2%. Questa esenzione li rende particolarmente competitivi rispetto ai conti deposito, soprattutto per importi elevati.

Fonti

• DPR 642/1972 (Imposta di bollo)

• Art. 13, Tariffa allegata al DPR 642/72