La pensione di vecchiaia rappresenta la forma più comune di uscita dal mondo del lavoro in Italia. Ogni anno, centinaia di migliaia di lavoratori raggiungono questo traguardo dopo decenni di contribuzione. Comprendere i requisiti, le modalità di calcolo e la procedura di domanda è fondamentale per pianificare correttamente il proprio futuro previdenziale.
Che cos’è la pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia è una prestazione economica erogata dall’INPS ai lavoratori che hanno raggiunto una determinata età anagrafica e un minimo di anni di contribuzione. Si tratta del percorso ordinario verso il pensionamento, disciplinato dalla normativa vigente e periodicamente aggiornato in base alle riforme previdenziali.
A differenza delle forme di pensionamento anticipato, la pensione di vecchiaia non prevede penalizzazioni sull’importo dell’assegno e costituisce il riferimento principale per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e autonomi iscritti alle gestioni INPS.
Requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026
Requisito anagrafico
Per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria nel 2026, è necessario aver compiuto 67 anni di età. Questo requisito anagrafico è stato confermato fino al 31 dicembre 2026 e si applica a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore privato che pubblico, e ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni INPS.
Dal 2027 è previsto un adeguamento alla speranza di vita che porterà l’età pensionabile a 67 anni e 1 mese, con ulteriori incrementi nel 2028 (67 anni e 3 mesi). Tuttavia, per il 2026 il requisito resta fissato a 67 anni.
Requisito contributivo
Oltre all’età, è richiesta un’anzianità contributiva minima di 20 anni. Questo requisito può essere raggiunto sommando i contributi versati in diverse gestioni previdenziali, grazie al meccanismo del cumulo contributivo gratuito introdotto dalla legge 232/2016.
I 20 anni di contribuzione possono includere contributi obbligatori, volontari, da riscatto (come il riscatto della laurea), e i contributi figurativi riconosciuti per periodi di malattia, maternità, disoccupazione o servizio militare.
Requisiti per i contributivi puri
I lavoratori il cui primo accredito contributivo è successivo al 1° gennaio 1996 (i cosiddetti “contributivi puri”) devono soddisfare un requisito aggiuntivo: l’importo della pensione deve essere almeno pari all’importo dell’assegno sociale. Per il 2025, l’assegno sociale ammonta a circa 603,40 euro mensili.
Se questo requisito non viene raggiunto, i contributivi puri possono comunque accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 71 anni, con soli 5 anni di contribuzione effettiva.
Come si calcola l’importo della pensione
Sistema retributivo
Il sistema retributivo si applica ai contributi versati fino al 31 dicembre 1995 (o fino al 31 dicembre 2011 per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995). Il calcolo si basa sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro, con coefficienti che variano in base all’anzianità contributiva.
Sistema contributivo
Il sistema contributivo si applica ai contributi versati dal 1° gennaio 1996 in poi. L’importo della pensione viene calcolato moltiplicando il montante contributivo (la somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente) per un coefficiente di trasformazione che varia in base all’età al momento del pensionamento.
I coefficienti di trasformazione aumentano con l’età: più tardi si va in pensione, più alto sarà il coefficiente e quindi l’assegno mensile. A 67 anni, il coefficiente è attualmente pari a circa il 5,72%.
Sistema misto
La maggior parte dei lavoratori che andranno in pensione nei prossimi anni riceverà un assegno calcolato con il sistema misto: quota retributiva per i contributi ante 1996 (o ante 2012) e quota contributiva per i contributi successivi. Le due quote vengono sommate per determinare l’importo finale.
Come fare domanda
Verifica dell’estratto conto contributivo
Prima di presentare domanda, è consigliabile verificare la propria posizione contributiva accedendo al portale MyINPS. L’estratto conto contributivo mostra tutti i periodi di lavoro registrati e permette di individuare eventuali mancanze o errori da correggere prima della domanda di pensione.
Presentazione della domanda online
La domanda di pensione di vecchiaia si presenta esclusivamente in via telematica attraverso il portale INPS (www.inps.it), utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, che può presentare la domanda gratuitamente per conto del lavoratore.
La domanda può essere presentata anche prima del raggiungimento dei requisiti, indicando la data in cui si prevede di maturarli. L’INPS esaminerà la richiesta e comunicherà l’esito al richiedente.
Decorrenza della pensione
La pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sono stati maturati tutti i requisiti (età e contributi) o dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se questa viene presentata dopo la maturazione dei requisiti.
Deroghe ed eccezioni
Deroghe Amato
Alcune categorie di lavoratori possono accedere alla pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi anziché 20, grazie alle cosiddette “deroghe Amato” (D.Lgs. 503/1992). Queste deroghe riguardano chi aveva già maturato determinati requisiti entro il 31 dicembre 1992.
Lavoratori con invalidità
I lavoratori dipendenti iscritti all’AGO con invalidità riconosciuta pari o superiore all’80% possono accedere alla pensione di vecchiaia con requisiti anagrafici ridotti: 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, più una finestra di 12 mesi.
Conclusioni
La pensione di vecchiaia resta il percorso principale per la maggior parte dei lavoratori italiani. Con i requisiti confermati a 67 anni di età e 20 anni di contributi fino al 2026, è fondamentale pianificare per tempo verificando la propria posizione contributiva e valutando eventuali opportunità come il riscatto della laurea o i versamenti volontari per raggiungere i requisiti necessari.
Per qualsiasi dubbio sulla propria situazione previdenziale, è consigliabile rivolgersi a un patronato o consultare direttamente il portale INPS, che offre strumenti di simulazione utili per stimare la data di pensionamento e l’importo atteso dell’assegno.
Fonti
• INPS – Portale ufficiale (www.inps.it)
• Legge 335/1995 (Riforma Dini)
• D.Lgs. 503/1992 (Riforma Amato)
• Legge 232/2016 (Cumulo contributivo)
• Circolare INPS su requisiti pensionistici 2026