L’IMU (Imposta Municipale Unica) è la principale tassa sugli immobili in Italia. Dal 2020, con l’abolizione della TASI, l’IMU è dovuta sulla seconda casa e sugli altri immobili diversi dall’abitazione principale. Vediamo come si calcola e quando si può essere esenti.
Come si calcola l’IMU
Il calcolo dell’IMU parte dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, e moltiplicata per un coefficiente che varia in base alla categoria catastale (160 per le abitazioni). A questo valore si applica l’aliquota deliberata dal Comune.
Formula: IMU = Rendita catastale × 1,05 × Coefficiente × Aliquota comunale
Esempio: rendita catastale 500 euro, coefficiente 160, aliquota 10,6 per mille. IMU = 500 × 1,05 × 160 × 0,0106 = 890,40 euro annui.
Quando si paga
L’IMU si paga in due rate: acconto entro il 16 giugno (pari al 50% di quanto pagato l’anno precedente) e saldo entro il 16 dicembre (conguaglio in base alle aliquote definitive). È possibile pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno.
Casi di esenzione
• Abitazione principale (escluse le categorie di lusso A/1, A/8, A/9)
• Immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti ad abitazione principale
• Fabbricati rurali strumentali
• Immobili merce delle imprese costruttrici (fino alla vendita)
• Terreni agricoli in comuni montani o parzialmente montani
Riduzione del 50%
La base imponibile è ridotta del 50% per gli immobili di interesse storico-artistico, per i fabbricati dichiarati inagibili/inabitabili, e per le abitazioni concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) che la utilizzano come abitazione principale.
Come si paga
Il pagamento avviene tramite modello F24, indicando il codice tributo corretto (3918 per l’IMU quota Comune sugli altri fabbricati) e il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile.
Fonti
• Legge 160/2019 (Nuova IMU)
• MEF – Dipartimento delle Finanze