La successione ereditaria è il passaggio del patrimonio di una persona deceduta ai suoi eredi. In Italia questo trasferimento è soggetto a un’imposta che varia in base al grado di parentela e al valore del patrimonio. Ecco cosa c’è da sapere.
Successione legittima e testamentaria
Se il defunto ha lasciato testamento, la successione è testamentaria e segue le disposizioni del testatore, nel rispetto delle quote di legittima. In assenza di testamento, si applica la successione legittima, con la ripartizione del patrimonio secondo le quote stabilite dal Codice Civile.
Aliquote e franchigie
L’imposta di successione in Italia è tra le più basse d’Europa:
• Coniuge e figli: aliquota 4%, franchigia 1.000.000 euro per ciascun erede
• Fratelli e sorelle: aliquota 6%, franchigia 100.000 euro
• Altri parenti fino al 4° grado: aliquota 6%, nessuna franchigia
• Altri soggetti (non parenti): aliquota 8%, nessuna franchigia
Per gli eredi con disabilità grave (legge 104, art. 3 comma 3), la franchigia è elevata a 1.500.000 euro.
La dichiarazione di successione
Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso. La dichiarazione è obbligatoria se nell’eredità sono presenti beni immobili. Si presenta in via telematica tramite il servizio online dell’Agenzia delle Entrate.
Imposte ipotecaria e catastale
Oltre all’imposta di successione, sui beni immobili si applicano l’imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%). Se almeno uno degli eredi ha i requisiti per l’agevolazione prima casa, queste imposte sono dovute in misura fissa (200 euro ciascuna).
Come risparmiare
Grazie alle franchigie elevate, molte successioni in linea diretta non pagano imposta. Per patrimoni importanti, può essere conveniente pianificare per tempo con donazioni (che hanno la stessa tassazione della successione) o altri strumenti di passaggio generazionale.
Fonti
• D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico Successioni e Donazioni)
• Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione