Il riscatto della laurea permette di convertire gli anni di studio universitario in anni di contribuzione previdenziale. Questo può consentire di anticipare la data di pensionamento o aumentare l’importo dell’assegno. Ma non sempre conviene: ecco come valutare se fa al caso tuo.
Cos’è il riscatto della laurea
Il riscatto della laurea è un’operazione con cui il lavoratore può “acquistare” anni di contribuzione corrispondenti alla durata legale del proprio corso di studi universitario. Gli anni riscattati vengono aggiunti all’anzianità contributiva e possono incidere sia sui requisiti per l’accesso alla pensione sia sull’importo dell’assegno.
Sono riscattabili i corsi di laurea, laurea magistrale, diplomi universitari, dottorati di ricerca, diplomi di specializzazione e titoli accademici equipollenti. Non è possibile riscattare anni fuori corso.
Le due modalità di riscatto
Riscatto ordinario
Il costo del riscatto ordinario viene calcolato applicando l’aliquota contributiva vigente (33% per i dipendenti) alla retribuzione percepita al momento della domanda. Il costo aumenta quindi con il crescere dello stipendio.
Esempio: con una retribuzione lorda annua di 35.000 euro, il costo per riscattare un anno di laurea è di circa 11.550 euro (35.000 x 33%). Per una laurea quinquennale, il costo totale sarebbe di circa 57.750 euro.
Il riscatto ordinario può essere detratto fiscalmente al 50% e può essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza interessi.
Riscatto agevolato
Il riscatto agevolato (introdotto nel 2019) prevede un costo fisso, calcolato sul minimale contributivo degli artigiani e commercianti anziché sulla retribuzione effettiva. Per il 2025, il costo è di circa 6.076 euro per ogni anno da riscattare.
Questa modalità è accessibile solo ai “contributivi puri” (primo contributo dal 1° gennaio 1996) e per periodi di studio che non si sovrappongono a periodi lavorativi. È fiscalmente deducibile dal reddito.
Quando conviene riscattare
Il riscatto conviene principalmente quando:
• Si vuole anticipare la data di pensionamento: gli anni riscattati contano per raggiungere i requisiti contributivi
• Si ha una carriera discontinua con “buchi” contributivi da colmare
• Si è giovani e lontani dalla pensione: il montante contributivo ha tempo per rivalutarsi
• Si ha un reddito elevato che permette di sfruttare al meglio la deducibilità fiscale
Quando non conviene
Il riscatto potrebbe non essere conveniente quando:
• Si è già vicini ai requisiti per la pensione e il riscatto non anticiperebbe significativamente l’uscita
• Si hanno redditi bassi e non si può sfruttare pienamente la deducibilità fiscale
• Si è nel sistema retributivo puro: in questo caso l’impatto sull’importo della pensione potrebbe essere minimo
• Il costo del riscatto è molto elevato rispetto al beneficio atteso
Come richiedere il riscatto
La domanda di riscatto si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. È necessario allegare la documentazione relativa al titolo di studio conseguito (certificato di laurea con indicazione della durata legale del corso).
L’INPS calcola l’onere di riscatto e comunica l’importo al richiedente, che può decidere se accettare e procedere al pagamento (in unica soluzione o a rate) oppure rinunciare senza conseguenze.
Il simulatore INPS
Prima di presentare domanda, è possibile utilizzare il simulatore “Riscatto Laurea” disponibile sul portale INPS. Il servizio permette di calcolare il costo del riscatto sia con modalità ordinaria che agevolata, in base alla propria situazione contributiva.
Conclusioni
Il riscatto della laurea può essere uno strumento utile per anticipare la pensione o incrementare l’assegno, ma richiede un’analisi attenta del rapporto costi/benefici. Il riscatto agevolato ha reso l’operazione più accessibile, ma conviene comunque valutare caso per caso, eventualmente con il supporto di un patronato o di un consulente previdenziale.
Fonti
• Art. 2 D.Lgs. 184/1997
• INPS – Servizio Riscatto Laurea
• Legge 26/2019 (Riscatto agevolato)