Oltre alla pensione di vecchiaia ordinaria, il sistema previdenziale italiano prevede diverse modalità per uscire dal lavoro prima dei 67 anni. Ciascuna opzione ha requisiti specifici in termini di età, contributi e, in alcuni casi, condizioni particolari legate alla situazione personale o lavorativa.
Pensione anticipata ordinaria
La pensione anticipata ordinaria (ex pensione di anzianità) permette di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, raggiungendo un determinato numero di anni di contributi.
Nel 2026 i requisiti sono: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. A questi requisiti si aggiunge una finestra mobile di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
Non sono previste penalizzazioni sull’importo della pensione, che viene calcolata normalmente in base al sistema (retributivo, contributivo o misto) applicabile al lavoratore.
APE Sociale
L’Anticipo Pensionistico Sociale è un’indennità che accompagna alcuni lavoratori fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. È stato prorogato fino al 31 dicembre 2026.
Requisiti nel 2026: almeno 63 anni e 5 mesi di età, più un’anzianità contributiva di 30 anni (36 per i lavoratori che svolgono attività gravose). L’APE Sociale è riservato a specifiche categorie:
• Disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali
• Caregiver che assistono da almeno 6 mesi un familiare con disabilità grave
• Invalidi civili con percentuale almeno del 74%
• Lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti
L’importo massimo dell’APE Sociale è di 1.500 euro lordi mensili. L’indennità non è cumulabile con redditi da lavoro.
Quota 103
Quota 103, introdotta nel 2023, permette di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. La misura è stata prorogata ma non per il 2026, quindi chi non ha maturato i requisiti entro il 31/12/2025 non potrà più accedervi.
Per chi ha già maturato i requisiti, l’assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo e non può superare 4 volte il trattamento minimo (circa 2.400 euro lordi) fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.
Lavoratori precoci
I lavoratori precoci, ovvero chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni e ha almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivo prima di tale età, possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.
Questa agevolazione è riservata agli stessi soggetti che possono accedere all’APE Sociale: disoccupati, caregiver, invalidi e addetti a lavori gravosi o usuranti.
Pensione anticipata contributiva
I lavoratori “contributivi puri” (primo contributo dal 1° gennaio 1996) possono accedere alla pensione anticipata a 64 anni con almeno 20 anni di contributi, a condizione che l’importo della pensione sia almeno 3 volte l’assegno sociale.
In alternativa, possono andare in pensione a 71 anni con soli 5 anni di contributi effettivi, senza requisiti sull’importo minimo.
Lavori usuranti
Per i lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti (turnisti notturni, addetti alla catena di montaggio, conducenti di veicoli pesanti) è prevista una pensione anticipata con requisiti ridotti.
Nel 2026 si può uscire con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, raggiungendo una quota (somma di età e contributi) pari a 97,6.
Isopensione
L’isopensione è uno strumento di accompagnamento alla pensione finanziato dalle aziende con più di 15 dipendenti. Permette ai lavoratori di uscire fino a 7 anni prima rispetto ai requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
L’azienda si impegna a pagare un assegno pari alla pensione maturata e a versare i contributi figurativi fino al raggiungimento dei requisiti effettivi. È uno strumento utilizzato principalmente in contesti di riorganizzazione aziendale.
Conclusioni
Le opzioni per il pensionamento anticipato sono diverse e ciascuna ha requisiti specifici. È fondamentale verificare la propria situazione contributiva e valutare quale percorso sia più conveniente, considerando anche le eventuali penalizzazioni sull’importo dell’assegno. Per una consulenza personalizzata è consigliabile rivolgersi a un patronato.
Fonti
• INPS – Portale ufficiale
• Legge di Bilancio 2025-2026
• D.Lgs. 67/2011 (Lavori usuranti)