Con il nuovo anno, il Canone RAI si prepara a cambiare volto. Un argomento che tocca da vicino i bilanci di molte famiglie italiane, sempre attenti a come gestire le spese di casa senza sorprese.
Quanto costerà il Canone RAI nel 2025?
Il prezzo torna a salire a 90 euro all’anno, dopo l’eccezione del 2024, in cui era stato ridotto a 70 euro. Questo aumento, deciso con la legge di bilancio, è la cifra che si ritroverà nelle bollette dell’energia elettrica perché il canone viene ancora addebitato così. Non è la novità che in molti speravano, e per qualcuno sarà un peso in più da mettere nel conto famigliare.
Come funziona il pagamento nella pratica?
Il costo si suddivide generalmente in 10 rate mensili da 9 euro ciascuna, da gennaio a ottobre. Se hai una fatturazione diversa, ad esempio bimestrale, l’addebito si adatta: 18 euro per bolletta, 9 euro se mensile. Sembra semplice, ma attenzione a chi non ha la luce in casa come abitazione principale: qui il canone va pagato in un’unica soluzione entro il 31 gennaio oppure in due rate da 45 euro.
Le categorie esentate: chi non dovrà pagare e perché
Non tutte le famiglie sono chiamate a versare questa tassa. Ci sono regole chiare che permettono di non pagare il Canone RAI, un sollievo non da poco per chi ha redditi bassi o condizioni particolari.
Per esempio, gli over 75 con un reddito personale inferiore a una soglia prestabilita possono ottenere l’esenzione. Anche chi ha una disabilità certificata è escluso, indipendentemente dal reddito. Chi possiede una seconda casa ma non vi risiede principale può evitare il pagamento, così come chi dimostra di non detenere alcun apparecchio televisivo dentro l’abitazione.
Come fare domanda per l’esenzione?
Non è automatica, ma abbastanza lineare: basta compilare il modulo apposito disponibile online o presso gli uffici postali. È necessario allegare la documentazione che attesti i requisiti richiesti, come la dichiarazione dei redditi o il certificato di invalidità, e inviare tutto entro la scadenza indicata ogni anno, di solito entro il 31 gennaio.
Le ragioni dietro questo aumento inevitabile
Dietro questi numeri c’è la realtà di costi in crescita: l’aumento delle spese per mantenere il servizio pubblico radiotelevisivo, investire in tecnologia e offrire contenuti aggiornati. È una questione di equità e di sostenibilità per il sistema, ma certo non tutti la percepiscono come un vantaggio concreto, soprattutto chi vive con i conti stretti a fine mese.
Chi ricorda le vecchie lire sa quanto fosse diverso il rapporto tra tasse e servizi offerti. Oggi, il Canone fa parte dei conti da gestire con attenzione, quasi come un vecchio libretto postale dove mettere da parte qualche soldo, sempre con quella pazienza e quel buon senso che il nonno consigliava.