In tempi in cui il lavoro stabile è sempre più raro e la pensione sembra un traguardo lontano, riscattare gli anni di studio universitario può sembrare un gesto saggio. Ma quanto costa davvero e quando conviene fare questa mossa per contare su una pensione più serena?
Cos’è il riscatto della laurea e come funziona nel 2025
Riscattare la laurea vuol dire trasformare gli anni passati sui libri in anni contributivi validi per la pensione. È una opportunità che offre l’INPS, pensata per chi ha investito nel proprio percorso di studi ma ha avuto interruzioni nel lavoro. Non tutte le lauree o corsi sono però riscattabili: valgono i diplomi di laurea triennale, specialistica, dottorati e specializzazioni post-laurea, purché il titolo sia regolarmente ottenuto e le iscrizioni fuori corso non si contano.
Chi ha studiato all’estero può riscattare gli anni solo se il titolo è riconosciuto in Italia, altrimenti la pratica si complica parecchio.
Come fare domanda per riscattare gli anni di laurea
Basta collegarsi al sito dell’INPS e presentare la richiesta online. Il sistema ha anche un simulatore per stimare il costo da pagare, utile per farsi un’idea ma non definitivo. Le tempistiche per ricevere il calcolo ufficiale sono circa un mese. Il pagamento può essere effettuato tramite PagoPA, in unica soluzione o a rate, con possibilità di addebito automatico. Chi preferisce può rivolgersi a un patronato per assistenza nella procedura.
Quanto si paga per riscattare la laurea? Scopri i costi aggiornati
Il costo dipende da due modalità. Con il riscatto ordinario, si paga un importo calcolato sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi e sull’aliquota contributiva vigente. Per esempio, chi ha un reddito lordo di circa 32.000 euro per riscattare 4 anni, potrebbe pagare oltre 42.000 euro.
Il riscatto agevolato, invece, parte da un minimale fissato annualmente (per il 2021 era circa 15.900 euro) con applicata una aliquota del 33%, portando il costo per 4 anni a poco più di 21.000 euro. Questa formula sarà prorogata almeno fino alla fine del 2025.
Qualche sollievo: deduzioni e detrazioni si possono avere
I contributi versati per il riscatto della laurea sono deducibili dal reddito complessivo senza limiti, sia in un’unica soluzione che a rate. Inoltre, se il beneficiario ha figli a carico che non sono iscritti a forme previdenziali, si può ottenere una detrazione fiscale del 19% sulle somme versate.
Non è poco, ma al netto dei costi, il riscatto resta un impegno finanziario importante da valutare con calma.
Quando conviene davvero riscattare gli anni di studio?
Non si tratta solo di mettere soldi sul tavolo. Occorre considerare che le pensioni in Italia sono spesso soggette a riforme e cambiamenti. Questo crea un’incertezza che può rendere meno conveniente un esborso così importante.
Se il tuo percorso lavorativo è discontinuo o a basso reddito, riscattare gli anni universitari può aumentare i contributi e anticipare la pensione. Ma se hai già una buona base contributiva o stai pensando a soluzioni alternative come la pensione integrativa, vale la pena confrontare bene le opzioni.
Alla fine, la serenità arriva con scelte ponderate, monitorando sempre le novità e senza farsi prendere dalla fretta.
Non è mai troppo tardi per mettere ordine nei propri risparmi e pensare al futuro. Tra mille conti e simulazioni, una chiacchierata con un consulente finanziario può fare la differenza per individuare la strada più adatta. Addio dubbi e niente più indecisioni: con un po’ di pazienza, il futuro può diventare davvero più tranquillo.